di Stefano Reggiani

Vi ricordate il film “Erin Brokovich”? Era il 2000 e Steven Soderbergh lanciò questa pellicola con protagonista Julia Roberts. Il film ottenne 5 nomination agli Oscar 2001 e la stessa Roberts vinse un Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico. Insomma Hollywood fece centro e questa volta non si trattava di un kolossal, bensì di un film inchiesta tratto da una storia vera. La protagonista, Erin Brokovich, viene assunta come segretaria precaria in un piccolo studio legale di Los Angeles e quasi per caso le capitano in mano alcuni incartamenti riguardanti una grossa compagnia energetica americana. Spinta da curiosità e grande intraprendenza indagherà sull’operato della società scoprendo che la stessa contaminava le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Si trattava di cromo esavalente, una delle sostanze chimiche più cancerogene sul pianeta.

Anno 2010. Località Boschi di Puianello, microscopica frazione di Quattro Castella (RE). Il buon Silvano Grassi, agricoltore da generazioni e residente storico della zona attinge dal suo pozzo un secchio d’acqua, come fa tutti giorni da più di trent’anni ormai. E’ tranquillo, l’acqua è sempre stata buona per fare ogni cosa. E’ quasi un rito quello di far scendere la carrucola giù nel pozzo e prelevarne un po’ per i propri bisogni. Nel nostro nord che definiamo all’avanguardia per ogni cosa, le falde acquifere dovrebbero essere una garanzia. Dovrebbero. Il condizionale non è mai stato così azzeccato. Silvano osserva il secchio pieno d’acqua. Quella mattina nota che il liquido ha un colore misto fra giallo e verdognolo. Subito l’agricoltore non riesce collocare nella ragione quello strano colorito. E’ preoccupato, usa quell’acqua nel suo orto ogni giorno e gli scorre sotto il sedere tutto il tempo nelle falde acquifere. Ne preleva un campione e lo porta a Iren per farlo analizzare. Iren è la società che si occupa del servizio idrico a Reggio Emilia. Il responso è a dir poco scioccante. L’acqua è inquinata dal cromo esavalente. Gli si stringe un groppo in gola. A stento trattiene le lacrime. Silvano ha figli e nipoti. Silvano ha curato il suo orto come se fosse un figlio e gli ha dato da bere il veleno. Come ti puoi sentire quando sai di avere avvelenato le tue creature?

Il limite di legge per il cromo esavalente è di 50 microgrammi per litro, ma è considerato troppo permissivo, tanto che Iren per il suo acquedotto ha deciso una soglia di 1 microgrammo. Dal pozzo di Boschi di Puianello esce acqua con ben 3.200 microgrammi per litro. E l’allarme è subito rimbalzato all’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, all’Ausl e al Comune di Quattro Castella. Non stiamo parlando di una catastrofe ecologica però dobbiamo considerare che per bonificare il territorio da una sciagura del genere ci vogliano dai 30 a 50 anni. Il sindaco Andrea Tagliavini cerca di gettare acqua sul fuoco: «Ci tranquillizza il fatto che tutta la zona è servita dall’acquedotto pubblico. I tecnici ci diranno quali misure sono necessarie per i pozzi privati e per circoscrivere la contaminazione della falda».  E’ come dire che è stato fatto il danno, ma almeno non è colpa della pubblica amministrazione. L’azienda IGR, che ha sede nelle vicinanze ed è specializzata in cromature, si sente tranquilla in quanto i suoi responsabili sostengono di essere monitorati costantemente dall’ARPA, l’ente preposto al controllo. Dicono di attendere con fiducia il responso delle analisi. Ma come nel film “Erin Brokovich”, le analisi che vengono fatte al momento della catastrofe sono sempre stranamente nella norma.

I proprietari dei terreni nelle vicinanze sono sconcertati. L’ombra delle malattie che può provocare l’esposizione al cromo esavalente aleggia come una nuvola nera prima di un temporale. Come si fa a risarcire queste famiglie dall’angoscia? Dal mio punto di vista di osservatore non sono mai abituato a fare la morale a nessuno e credo che non la farò nemmeno ai miei figli. Però credo che stavolta mi lascerò andare. Chi ha commesso tale reato non può cavarsela ricorrendo ad esborsi milionari rivolgendosi a compagnie assicurative per il risarcimento danni. Questi reati devono essere parificati a quelli più gravi previsti dal codice penale. Io non sto accusando nessuno, gli abitanti di Boschi di Puianello non accusano nessuno. Si pretende solo la punizione esemplare dei responsabili. Molto semplice. Erin Brokovich insegna.

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commenti
  1. Mara ha detto:

    Ho letto il tuo nome ma non so chi sei, condivido con te: chi ha fatto questa cosa merita la galera a vita e la pubblica vergogna, i soldi non pagano le preoccupazioni e le malattie, e chi sa dovrebbe fare di tutto per arrivare alla verità, non per politica ma per coscienza. Grazie. Mara

  2. Federica ha detto:

    Sono nata e cresciuta ai Boschi di Puianello e questa storia mi ha proprio indignata!! Ci sono in gioco la salute delle persone e vogliamo sapere da quanto tempo questa cosa sta andando avanti. Chi ci garantisce che sia solo un evento sporadico? Spero che il Comune porti avanti con serietà tutta l’indagine e non si fermi ad un primo controllo, anche se tutto risulta nella norma. Il cromo non può essersi materializzato dal nulla. Voglio dire alla famiglia Grassi che siamo con loro e che se ci sarà da portare avanti una battaglia per arrivare alla verità, la battaglia si farà!!

    • Mara ha detto:

      Ciao Federica, abito anche io a Boschi di Puianello, mio figlio è venuto a contatto con quell’acqua, le prime analisi dicono che è stato contaminato, stiamo aspettando adesso l’esito delle controanalisi. Vorrei guardare in faccia i colpevoli, ma nessuno mi dice chi sono. Vorrei pensare che a mio figlio non succederà niente di brutto, ma sono ormai tre notti che non dormo. Ho tanta paura. Grazie per la vicinanza, io sicuramente non mi fermerò. Mara

  3. notiziecorsare ha detto:

    Grazie del tuo commento Federica. E ti prego, se doveste organizzare qualche manifestazione, di comunicarcelo e vi faremo la gusta pubblicità sul blog.

    notiziecorsare@hotmail.it

    Ciao e grazie ancora.

  4. luisa colli ha detto:

    anch’io abito a Puianello e anche a noi è stato comunicato di non utilizzare il pozzo privato. Visto che non c’è stato nessun controllo abbiamo fatto analizzare l’acqua a nostre spese anche se lo utilizziamo solo per innaffiare il giardino.
    Purtroppo parlando con abitanti storici del quartiere nessuno è stupito dell’accaduto. Dicono che una ventina di anni fa la ditta Igr spargeva i fanghi tossici delle vasche nei terreni (allora era tutta campagna) che vanno da boschi fino all’ex salumificio Stella.
    Ho chiesto ad una di queste persone di intervenire all’incontro che spero ci concedera il Sindaco in quanto ha detto che saprebbe indicare precisamente i posti in cui venivano sparsi questi fanghi….ma la cosa che mi ha lasciato più sconcertata è l’omerta che si è creata intorno a questa azienda…capisco che dia del lavoro a delle persone ma questo non deve essere a discapito della salute della gente!!
    Luisa

  5. Federica ha detto:

    Vi informo che il sindaco ci ha comunicato che VENERDI’ 20 DICEMBRE alle ore 20.45 presso il cinema EDEN ci sarà una riunione per aggiornarci sulla situazione del cromo. Invito a partecipare non solo gli abitanti delle zone interessate, ma tutto i cittadini di Puianello, perchè credo che episodi del genere NON SI DEBBANO MAI PIU’ RIPETERE ed è necessario un impegno comune per opporsi a qualsiasi tentativo “d’insabbiamento”.

  6. paolo ha detto:

    Il cromo esavalente è cancerogeno, irritante per la pelle e le mucose, può causare lesioni. Se volete saperne di più è stato scritto molto sull’inquinamento da cromo esavalente della Stoppani di Cogoleto, in provincia di Genova, dove a distanza di molti anni il terreno non è ancora stato bonificato.
    Cercate altri dati su Hazard-map e Tox-line, oppure su Toxnet.

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