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18/10/2010 – Ripreso da Global Voices Online

di Asteris Masouras – tradotto da Ylenia Gostoli

Nel dicembre 2008, l’uccisione per mano della polizia greca del quindicenne Alexandros Grigoropoulos fu la scintilla che innescò un intero mese di scontri e manifestazioni in diverse città elleniche. L’ondata di violenza fu alimentata dal malcontento verso i metodi brutali delle forze dell’ordine e nei confronti dell’impunità, incompetenza e corruzione di un governo piagato dagli scandali, che aveva contribuito a far precipitare la crisi finanziaria. Dopo due anni di accese discussioni, l’11 ottobre scorso la corte ha finalmente emesso il verdetto.

Epaminondas Korkoneas, l’ufficiale che sparò a Grigoropoulos, è stato dichiarato colpevole di omicidio e condannato all’ergastolo. A un altro ufficiale, Vassilios Saraliotis, sono stati comminati dieci anni per complicità.

Le prime reazioni su Twitter

Gli utenti Twitter, sollevati alla notizia della sentenza, l’hanno tuttavia accolta con una certa circospezione. Durante gli scontri del dicembre 2008, per la prima volta in Grecia Twitter fu usato da centinaia di utenti per aggiornare in tempo reale sul fatto di cronaca. Il social network venne monitorato e citato dalle testate internazionali e il relativo hashtag #griots u poi adottata da tutti i social media, e non solo.

Dopo anni di scandali politici e violenza impunita da parte delle autorità, la fiducia dell’opinione pubblica nel sistema giudiziario ellenico ha oggi raggiunto uno dei più bassi livelli in assoluto. Il proprietario di una web -radio, Apostolis Kaparoudakis, scrive quanto segue sull’importanza del verdetto:

ιθανά ιστορική ημέρα για τη χώρα (αναμένοντας να καταδικαστεί για πρώτη φορά σε ισόβια ένστολος δολοφόνος …)

Una giornata che può definirsi storica per il nostro Paese (che attendeva la sua prima condanna all’ergastolo di un assassino in uniforme…).

Il fotoreporter Craig Wherlock, che durante le rivolte aveva diffuso continui aggiornamenti sulla situazione a Salonicco [seconda città della Grecia], rilancia così dalle strade cittadine:

Andando in centro città mi sono imbattuto in parecchie squadre antisommossa della polizia, e mi sono ricordato che il verdetto sul caso Grigoropoulos era atteso per oggi.

All’annuncio della sentenza, si sono registrate reazioni discrete. Per il blogger Elikas , che ha dichiarato di aver lasciato la Grecia per il disgusto suscitatogli dalla situazione in cui versa il Paese, la sentenza costituisce un barlume di speranza:

Ergastolo al poliziotto greco colpevole dell’assassinio di un adolescente, causa degli scontri violenti di due anni fa. Dopotutto, c’è ancora un po’ di giustizia in questo Paese…

Antidrasex si complimenta con la Dea Giustizia dicendo:

Αγαπητή Δικαιοσύνη, σήμερα έδειξες ότι μπορείς να λειτουργήσεις. Εύχομαι να επεκταθείς και σε άλλες περιπτώσεις, καθώς και στην έφεση.

Cara Giustizia, oggi hai dimostrato di poter funzionare. Spero che ciò possa ripetersi di nuovo, in particolare in occasione dell’appello.

Gli fa eco Cyberela, criticando i rinvii cronici che caratterizzano il sistema giudiziario greco:

και να πάρεις πιο γρήγορα τις αποφάσεις σου αγαπητή δικαιοσύνη. 2 χρόνια μετά τη δολοφονία του παιδιού.

… e sii più rapida a deliberare, cara Giustizia. Sono già passati due anni dall’uccisione del giovane.

Cyberela passa poi a confrontare il verdetto con quello emesso in un caso simile risalente a 25 anni fa, in cui un giovane morì per mano di un poliziotto:

Το παρανοϊκό σύστημα δικαιοσύνης… ο Κορκονέας ισόβια, ο Μελίστας 2,5 χρόνια για το ίδιο έγκλημα http://tinyurl.com/58aa9d

Che sistema giudiziario assurdo… Korkoneas ha avuto l’ergastolo, mentre Melistas ricevette 2,5 anni per lo stesso crimine.

Commento al quale il blogger satirico Pitsirikos risponde così:

Την εποχή του Μελίστα δεν είχε διαδίκτυο και μπλογκ. Την εποχή του Κορκονέα έχει. Αυτή ήταν η ατυχία του.

Il web e i blog non esistevano all’epoca di Melistas. Oggi nel caso di Korkoneas, invece esistono. Ecco la sua sfortuna.

Elentelon, favorevole a una sentenza severa nel caso Grigoropoulos, riflette sulla situazione dopo la condanna dell’assassino:

Και μετά την καταδίκη Κορκονέα που βρισκόμαστε? Η αστυνομοκρατία στην Αθήνα έχει θεριέψει και ο επόμενος Γρηγορόπουλος είναι στη γωνία!

E dove siamo arrivati con la condanna di Korkoneas? La polizia di Atene è allo sbaraglio e il prossimo Grigoropoulos è dietro l’angolo.

Gli interventi dei blogger

Anche il blog Jungle Report rivolge l’attenzione alle analogie con il caso Melistas, sottolineando come la sentenza non sia definitiva:

αν η υπόθεση συνεχίσει από το Εφετείο στον Άρειο Πάγο, δεν θα υπάρχει το λαϊκό έρεισμα αλλά μία ζύγιση μέσα σε αυστηρά καθορισμένο νομικό πλαίσιο. [..] Σε πρωτόδικο βαθμό [ο Μελίστας] καταδικάστηκε σε 2,5(!) χρόνια αλλά απαλλάχτηκε στο δεύτερο βαθμό. Έτσι λοιπόν, το να πανηγυρίζουμε για μια ποινή που πιθανό είναι να ανατραπεί δεν είναι κάτι που μπορεί να ικανοποιεί παρά μόνο βραχυπρόθεσμα.

Se il ricorso sarà accolto dalla Corte d’Appello e passato nelle mani della Corte Suprema, l’opinione pubblica non avrà più alcun peso, e la questione sarà giudicata in maniera strettamente legale. [Melistas] fu condannato a 2,5 (!) anni, per poi essere assolto in appello. Ritengo perciò prematuro celebrare una sentenza che potrebbe ancora essere annullata.

Il blogger e grafico Arkoudos ha invece rivolto la sua attenzione all’ingiustizia nel caso più recente di un immigrato, colpito da una pallottola della polizia mentre si trovava per caso ad assistere alla rapina di una banca. Lo commenta aspramente con una delle sue copertine per la rivista immaginaria Point of View: